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"Don Sante è mio padre"

E' proprio una bella storia da qualunque parte la si guardi tranne, forse, da quella della gerarchia ecclesiastica.
Don Sante Sguotti, parroco di una piccola diocesi  veneta (Monterosso di Abano Terme), proprio nel giorno della festa del patrono, ha comunicato la notizia, circolante solo in termini di voce, di una sua paternità.
Belle, bellissime, umanissime, di una umanità autenticamente Cristiana che lasciano ben sperare per il ritorno alla chiesa di un Concilio Vaticano Secondo - troppo in fretta archiviato da questo Pontificato - le parole utilizzate da Don Sante: " Il frutto della propria fecondità - ha detto - è una cosa che deve dare gioia".



Certo il sacerdote non ha nascosto le difficoltà che verranno ma anche qui ha tenuto quasi a precisare che solo chi fa qualcosa di realmente sbagliato è costretto a nascondersi: "Non voglio fare come Adamo ed Eva che si nascosero al richiamo di Dio dopo il peccato originale".
Altrettanto bello è il riferimento alla necessità di un percorso di fede, di ricerca, condiviso, in comunione coi fedeli, che si fanno chiesa: "Forse hanno ragione quelli che dicono che i preti sono tutti falsi. Io mi sento falso perché non è facile percorrere da soli la strada della ricerca della verità. A volte bisogna trovare qualcuno con cui camminare insieme". 

Bellissima, eccezionale è la reazione dei parrocchiani. Nessuno a Monterosso, ha voltato le spalle al suo parroco: una petizione con 800 firme, tanti quanti sono i residenti del paese, è stata inviata al vescovo Antonio Mattiazzo per sospendere l'ordine di dimissioni inviato al sacerdote. Tutti gli striscioni sono per il loro parroco: "Se il parere dei fedeli non interessa Mattiazzo, ai fedeli non gliene frega niente", era scritto su un telo bianco affisso lungo la strada principale del paese.

Nella chiesa gremita per i festeggiamenti riservati a San Bartolomeo, i parrocchiani hanno indossato magliette con la scritta "Don Sante è mio padre". "Sono pronto ad aiutarlo nel caso avesse la necessità di trovarsi un lavoro per mantenere la famiglia", ha confessato uno stretto collaboratore del sacerdote, Guido Barison del Consiglio per gli affari economici della parrocchia. E Raffaele Faralosso, segretario del Fondo di solidarietà parrocchiale è stato ancora più esplicito: "Mi offro di fare da padrino al battesimo del bambino".

Come concludere ?
Penso che anche in rete, dal web possiamo unirci al coro dei Parrocchiani e dire "Don Sante è nostro padre !"

Pubblicato il 27/8/2007 alle 9.25 nella rubrica News.

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