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Anche per Pegah Emambakhsh occorre rilanciare la moratoria sulle esecuzioni capitali !

Anche per Pegah Emambakhsh è necessario rilanciare l'iniziativa sulla moratoria internazionale delle esecuzioni capitali.
Chi è  Pegah Emambakhsh ?
Pegah Emambakhsh, una donna iraniana di quaranta anni, il cui crimine è quello di essere lesbica. Pegah Emambakhsh ha trovato rifugio nel Regno Unito nel 2005, in seguito all'arresto, alla tortura e alla condanna a morte per lapidazione della sua partner sessuale (non è chiaro, ad ogni buon conto, se la sentenza è stata eseguita o lo sarà in futuro). La sua domanda di asilo però è stata respinta: secondo l'Asylum Seeker Support Initiative di Sheffield, dove Pegah si trova rinchiusa in un centro di detenzione, quando le è stato chiesto di fornire le prove della sua omosessualità e lei non ha potuto farlo, le è stato riferito che doveva essere deportata. L'estradizione, che doveva avvenire oggi, all'ultimo momento è stata rinviata al 28 agosto: alla fine del mese potrebbe essere già morta.

Lapidare un uomo o una donna fino a farli morire può richiedere molto tempo, specialmente se coloro che scagliano le pietre desiderano di proposito prolungarne l'agonia. Il colpo di grazia alla testa, in grado di portare a uno stato di incoscienza o alla morte, può farsi attendere anche un'ora, mentre le pietre di piccole dimensioni che provocano contusioni sono rimpiazzate poco alla volta da pietre di dimensioni maggiori in grado di frantumare gli arti. Soltanto quando il corpo è in agonia in ogni sua parte può sopraggiungere la morte.



In Iran, come avevo scritto in un precedente post, si stanno moltiplicando le esecuzioni di condanne a morte nei confronti di oppositori al regime ma anche di lesbiche, gay e bisessuali, che sembrano essere caldeggiate dal governo e contemplate dalla religione.

Fra poco, in Settembre, il Governo Italiano, l'Unione Europea avranno una grossa occasione: quella di presentare, come già deciso in più sedi, alle Nazioni Unite - all'inzio della nuova sessione sui diritti umani, una mozione per la sospensione delle esecuzioni capitali in tutto il mondo.
Uno strumento in più con cui l'Iran dovrà fare i conti ma con cui dovranno confrontarsi anche tutti quei paesi che intendono estradare persone verso stati che continueranno ad eseguire sentenze di condanna a morte.

Un'iniziativa, portata vittoriosamente al voto, che potrà salvare la vita a Pegah Emambakhsh e alle altre e gli altri come lei.


Pubblicato il 23/8/2007 alle 14.34 nella rubrica Diario.

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