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Monsignor Bertone. Lo scandalo maschilista della Chiesa continua.

C'è da rimanere esterefatti dalle dichiarazioni del Monsignor Bertone. Non gli erano bastate le affermazioni sulle leggi giuste in materia di imposizione fiscale che hanno scatenato anche il paradossale dibattito sul politico peccatore che fa pagare troppe tasse.
Lo sconfinamento continua e continua con una protervia maschilista che non ha eguali.
Forse, a scoppio ritardato, bisogna dare ragione per l'ennesima volta a Marco Pannella.



Che differenza fa, ha detto sempre il leader radicale, il burqua imposto alle donne nelle teocrazie islamiche da alcune "uniformi" vestite da alcuni ordini di suore ?
Solo qualche centimetro quadrato di stoffa sul viso.



Il Monsignor Bertone ci dice, polemizzando con la ragionevolissima e prudentissima apertura di Amnesty International, che - nossignore - neanche la donna violentata può abortire.
Secondo l'alto prelato la donna, contro la sua volontà, dopo aver subito il sesso di un uomo dovrebbe portare a compimento comunque la sua gravidanza. Ecco la concezione della donna secono Bertone: una fattrice, privata di ogni sentimento e ogni capacità di discernere.
"Qualcuno ti ha obbligato a scopare, noi ti obblighiamo a partorire !"

Ma vediamola dal punto di vista dell'appartenente al genere umano di sesso maschile. Lo stupro è un crimine, questo la Chiesa lo sa, ma taluni degli effetti e cioè taluni danni compiuti da un maschio non possono essere rimossi; secondo la Chiesa sono irriversibili. L'uomo, ancorchè colpevole, la sua violenza (altri la definiribbero la forza virile) sarebbero, secondo la Chiesa, capaci comunque di condizionare come una condanna, la vita di una donna.
Questo è il potere della Chiesa riconosciuto al "membro maschile"; una superiorità biologica inesistente viene cristallizzata nell'acquiscenza dovuta dalla donna, anche quando il rapporto sessuale coatto si è concluso.

Bene, bravo, Monsignor Bertone !
E la pietas e la carità cristiane per chi si trova in difficoltà, dove le mettiamo ?
Cristo, il Cristo dei Vangeli, accetterebbe mai questo giogo che pesa come un macigno su tutte donne le mondo ?
Ha pensato mai, il Monsignore, espressione di una Chiesa Cattolica attenta alla difesa della famiglia fondata sul matrimonio, quale ipoteca sul futuro di una donna, costituisce presentarsi, per giunta contro la sua volontà, con un figlio frutto di uno stupro ? 
Ha pensato mai rigettando persino l'ipotesi dell'aborto in caso di strupro quale potere conferisce a quei gruppi armati che pratico lo stupro di massa come strategia di pulizia etnica ?


Domande retoriche per la Chiesa, che tramite l'Eminenza, ci fa sapere che, d'altronde, la vita è vita anche quando è in potenza.
Insomma, quando la scelta di una donna violentata vale meno di un grumo di cellule che non si vede nemmeno al microscopio.
 

Pubblicato il 22/8/2007 alle 9.13 nella rubrica Deboli ed esclusi.

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