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Biologico tutto... tranne...

E' un pò che ci vado pensando. Poi una domenica estiva, come questa, priva di grandi notizie e riflessioni prodotte da altri può essere d'aiuto a scrivere qualcosa sul mio diario.
Evidentemente c'è un percorso semantico che fanno le parole (prendendo a prestito il titolo di un film, non molto considerato in Italia, si potrebbe dire "La vita segreta delle parole") che viene sedimentato, nelle coscienze, grazie alla mole del consumo, per lo più incosciente, quotidano degli scritti e dei parlati (soprattutto televisivi).
L'aggettivo "biologico" è una di queste. Ci sono l'agricoltura e i prodotti alimentari biologici, i cosmetici biologici, il turismo biologico, le case costruite sulla base di criteri biologici, la autovetture biologiche, le centrali elettriche biologiche, le fonti biologiche....
Tutto biologico, tutto (ed è questa la sistematica connessione che c'è stata indotta) naturale, e naturalmente positivo.
Così ciò che viene aggettivato come "biologico" assume, per noi, una valenza familiare, rassicurante e consolatoria (tanto che nelle città si moltiplicano i negozi e nei supermercati gli scaffali dedicati ai prodotti che ci vendono anche il marchio "biologico").
"Biologico" è divenuto sinonimo di certezza di vita sana, efficiente, persino felice.
In quest'orgia volta consumare anche l'importanza di questa parola la sofferenza e la morte sono state completamente espunte dalla vita, dal vissuto e dal tempo biologico. In una parola semplicemente rimosse.

Esse o non ci sono oppure appartengono, interamente, al divino. Non è possibile per noi uomini e donne concepire e quindi vivere (non solo la sofferenza) ma persino nella sofferenza e negli attimi (o nei giorni) che ci conducono alla morte con le qualità che ha un uomo: la ricerca, la relazione con, la sperimentazione e di qualcosa di migliore, di meno tragico. Profittare della conoscenza, dunque, per conservare sino all'ultimo e per l'ultimo istante la possibilità di contatto umano positivo e fecondo che poi vuol dire far serbare un ricordo di noi non abbrutito dal dolore e dallo strazio.

Non è biologico (o è rimosso dal biologico), quindi, il prodotto umano (dunque vitale) storico della scienza che si occupa delle scelte della fine della nostra vita. Esse finiscono o forse sono, irreligiosamente e materialisticamente, affidate all'oscurità del mistero e del caso; molto più probabilmente alla decisione di altri rispetto al titolare della vita che soffre e che va verso il termine.

Ecco perchè è tutto biologico tranne il testamento.      
 

Pubblicato il 12/8/2007 alle 10.54 nella rubrica Diario.

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