Blog: http://socialradicale.ilcannocchiale.it

Interessante Cazzola su flessibilità ed infortuni sul lavoro

A proseguire il dibattito, malamente aperto dall'On. Caruso, è oggi un interessante, anche se non sempre condivisibile, articolo del Prof. Giuliano Cazzola sull'interconnessione che esisterebbe tra precarietà (e ho dei dubbi a continuare ad utilizzare questo sostantivo) ed infortuni sul lavoro.
Il pezzo comincia sul Sole 24 Ore in prima e finisce a pagina 10; ne riporto qualche passaggio.



"I lavoratori hanno diritto di svolgere le proprie mansioni in sicurezza. Non è solo un dovere morale della società e dello Stato, ma anche un preciso obbligo contrattuale dei datori a cui essi sono tenuti...[...]. Perchè insistere, allora, nel rappresentare una realtà produttiva assassina, nei confronti della quale i lavoratori sarebbero vittime indifese nonostante le norme e l'azione dei sindacati ? Esiste una relazione tra lavoratori 'precari' e gli infortuni sul lavoro ? [...] Tanto più che la verità fattuale dice che non c'è alcuna relazione tra il 'precariato' e l'andamento degli infortuni sul lavoro. I dati, infatti, raccontano che il forte incremento dei posti di lavoro avvenuto dal 1997 (anno della legge Treu) al 2006, con 2,7 milioni di nuovi occupati, è stato accompagnato da un calo del totale degli infortuni (-2,3%), in particolare di quelli fatali (-10,8 %); e analoghe riduzioni si sono registrate dal 2003, anno del varo della Legge Biagi. Cosicchè l'incidenza tra infortuni del lavoro e occupazione si è molto ridotta.
Innanzi tutto perchè i casi più gravi d'infortunio, anche con esito mortale, si annidano nel lavoro sommerso: un fenomeno diffuso e deteriore, non certo imputabile alla legislazione innovativa che ha cercato di combatterlo...
"

Chioserei solamente al Prof. Cazzola che, proprio perchè lui stesso conclude il suo bel pezzo sul Sole 24ore di oggi rammentando quanto importante sia agire in termini assoluti e quindi evitare ogni singola morte bianca e ogni singolo infortunio sul lavoro, 
al fine di far emergere non solo il lavoro ma anche l'infortunio sarebbe importante completare le riforme di welfare (individuale) proposte dal Libro bianco di Marco Biagi che renderebbero più liberi di fatto anche i lavoratori di denunciare precedenti infortuni e precedenti datori (senza per questo temere di passare per un periodo senza lavoro).
Il problema è dunque, ora, quello di affrontare la sommersione, di fatto, dell'infortunio.
Se, infine, si potesse, semanticamente, sostituire alla definizione di "lavoro precario" - riferito alle forme innovative di lavoro introdotte dalla Legge Treu e dalla Legge Biagi - con quello di "lavoro flessibile" renderemmo giustizia ad un termine di precarietà che va collegato proprio e solamente allo stato di incertezza del lavoro nero, sommerso e quindi fuori da ogni schema legale.
Altrimenti si continuerà a fare regali dialettici all'On. Caruso e alla sinistra massimalista !  

Pubblicato il 11/8/2007 alle 11.35 nella rubrica News.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web