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15 ottobre 2005
Un Papa di cui fare a meno (insiema al seguace Pera) e un Capezzone da mandare in Parlamento.

Come saprete è in corso, oggi e domani, un convegno sulla Libertà e Laicità organizzato dalla Fondazione Magna Carta del Presidente del Senato Marcello Pera.
Già la scelta del luogo della tenuta del consesso mi appare emblematica: Norcia; una cittadina che si trova al centro di una regione, l'Umbria, già occupata da una religione rossa ma nota per esser terra di santi (S. Rita e S. Francesco su tutti) e, quindi, di pellegrinaggi.
I primi minuti della diretta da Radio Radicale sono sembrati, poi, micidiali a stroncare qualsiasi aspettativa sull'effettiva trattazione dei temi assunti a titolo del convegno: monopolizzati dal saluto del Vescovo e dal 
messaggio (quasi una bolla) papale declamato dal Presidente Pera.



Nel suo messaggio così si esprime, infatti, Benedetto XVI:

Formulo poi l'auspicio che la riflessione che si farà al riguardo tenga conto della dignità dell'uomo e dei suoi diritti fondamentali, che rappresentano valori previi a qualsiasi giurisdizione statale. Questi diritti fondamentali non vengono creati dal legislatore, ma sono inscritti nella natura stessa della persona umana, e sono pertanto rinviabili ultimamente al Creatore.
Se, quindi, appare legittima e proficua una sana laicità dello Stato, in virtù della quale le realtà temporali si reggono secondo norme loro proprie, alle quali appartengono anche quelle istanze etiche che trovano il loro fondamento nell'essenza stessa dell'uomo. Tra queste istanze, primaria rilevanza ha sicuramente quel "senso religioso" in cui si esprime l'apertura dell'essere umano alla Trascendenza. Anche a questa fondamentale dimensione dell'animo umano uno Stato sanamente laico dovrà logicamente riconoscere spazio nella sua legislazione.

Ualà; in un sol colpo il buon teutonico, posto a guardia del ricco Impero Pontificio, cancella perlomeno quasi tre millenni di storia e di tentativo tutto umano di edificazione di uno stato diritto da parte, certo, di credenti nel Dio cattolico ma anche da parte di credenti in altro.
I diritti fondamentali promamano da Dio e non dal percorso dell'uomo che si confronta, storicamente, con l'altro da se. Dio - il creatore - è la fonte, è l'unica fonte, secondo Ratzinger, che induce la Chiesa e tutti noi ad imboccare il processo di personificazione di Dio.
Quello che Ratzinger non ci dice è, però, a chi Dio-persona, oggi, riesce a parlare sui nuovi temi della ricerca scientifica, della propria, consapevole, libera scelta di porre fine ai propri giorni e della libertà di usare il proprio corpo. 
Quello a cui Ratzinger, Papa evidentemente a digiuno di conoscenza, è come fa Dio a considerare un diritto quello di cui sarebbero titolari poche cellule embrionali non capaci, da sole, non solo di farlo valere ma di un atto semplice quale il lamentarsene (piangere) per una violazione ?
Come fa la teoria di Benedetto XVI, autentica disgrazia per i cristiani italiani, a far concepire a Dio un diritto esistente in capo ad una persona, come ad esempio quello alla vita, e poi a giudicarlo indisponibile vietando ogni ipotesi di legalizzazione dell'eutanasia e, quindi, di fatto toglierglielo ?
Come fa Dio a rivelare a lui il diritto alla libertà individuale e poi postulare l'indissolubilità del matrimonio ?

Ma cosa più assurda è che il messaggio di Ratzinger sembra aver imbeccato il Presidente del Senato su un concetto di sana laicità e quindi, per differenza, di cattiva laicità, cioè di laicismo.
Così risponde ottimamente alle invettive Ratzinger-periane l'ottimo segretario di Radicali Italiani Daniele Capezzone.


Lascio da parte l'incredibile gaffe di Marcello Pera, che, con raro sprezzo del pericolo (e del ridicolo), ha parlato di Benedetto Croce come di un filosofo "arbitrariamente definito liberale"... 

Quel che conta -passando a cose più serie- è il messaggio di Papa Ratzinger, che mette a fuoco con sempre maggiore precisione una prospettiva neotemporalista, in cui la laicità può essere tollerata se "sana", cioè se conforme al nulla osta vaticano.

Io continuo a preferire la linearità e la chiarezza del modello americano: con piena libertà di parola e di azione per ogni confessione, ma -contemporaneamente- senza 8 per mille, senza Concordati, senza privilegi. 

L'unica cosa che non possiamo permetterci è avere insieme "botte piena" e "moglie ubriaca", e cioè la conservazione dei privilegi e -nello stesso tempo- la pretesa di intervenire a gamba tesa nel dibattito politico.

L'unico esponente del centrosinistra a rispondere con convinzione al nuovo duo, Pera-Ratzinger, della poltica italiana è il vice presidente dello Sdi, Roberto Villetti.
Ciò è, indubbiamente, di buon auspicio per il dialogo per la costruzione del nuovo soggetto radicale, liberale, socialita ma soprattutto, in questo caso, laico.

Non si può rovesciare come una frittata, attraverso un sofisma, la situazione che si sta creando, come fa il presidente del Senato Marcello Pera. Gli steccati non sono rialzati dai laici credenti e non credenti, ma da chi vuole trasformare valori non generalmente condivisi in leggi dello Stato, come è avvenuto con la fecondazione assistita e sulla libertà della scienza. La laicità sana e positiva invocata da Papa Ratzinger significa infatti porre a presidio della vita pubblica i principi della Chiesa, fondandosi solo sul presupposto che in Italia la religione cattolica sia prevalente. Questa concezione applicata a paesi nei quali altre confessioni religiose sono maggioritarie, ridurrebbe lo spazio di libertà per tutte le altre che sono in minoranza, compresa quella cattolica.
Per paradosso la laicità sana e positiva negli stati, nei quali i mussulmani sono largamente preponderanti, sarebbe assicurata dalla Sharia.




permalink | inviato da il 15/10/2005 alle 21:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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